La Rotta dei Fenici – Libano e Palestina

Il Libano, l’antica Fenicia, con una superficie di poco superiore a quella dell’Abruzzo, è uno dei paesi più piccoli del mondo, ma il suo territorio ha radici antiche e gloriose, frutto delle numerose civiltà che si sono avvicendate e hanno contribuito in varia misura a plasmare la complessa identità di questa regione. I preziosi siti archeologici trasmettono la suggestione di un passato ancora palpitante; i suq medievali appaiono sospesi in un tempo antico e indefinito, le città pulsano di vita a ogni ora del giorno e della notte, le moschee islamiche e le chiese bizantine continuano a trasmettere quell’eterno senso del sacro che da sempre richiama devoti e pellegrini. Il paesaggio offre rilievi montani, coperti da fitte foreste di cedri, pini ed eucalipti, coste sinuose lambite dal Mediterraneo, pianure lussureggianti attraversate dai fiumi più illustri della storia.

 

Il viaggio in Libano sulla Rotta dei Fenici parte da Beirut, la capitale, curioso impasto fra Oriente ed Occidente, capace di offrire molteplici volti ai viaggiatori. I palazzi d’epoca coloniale restaurati con grande maestria e le moschee del centro mostrano il trionfo della rinascita sulla distruzione. Gli edifici crivellati e le tracce della Linea Verde parlano di un luogo di tristi memorie dal cupo passato. A caratterizzare la città sono soprattutto le stradine pedonali dei quartieri centrali, qui si trovano le terme romane, integrate in un paesaggio urbano su cui domina il grande serraglio, costruito dagli Ottomani nel 1849. Dalla corniche, il lungomare, è invece possibile ammirare i faraglioni chiamati “Scogli del Piccione”, uno dei simboli più famosi di Beirut. Dal punto di vista culturale, spicca il Museo Archeologico Nazionale che tra le sue collezioni conserva il noto sarcofago di Ahiram, sul quale è incisa la più antica iscrizione conosciuta in alfabeto fenicio.

Circa 20 Km a nord di Beirut si trovano le Grotte di Jeita, un luogo che offre uno spettacolo di rara bellezza, prodotto dalle forme plastiche e bizzarre plasmate da secoli di erosione, a creare uno scenario fiabesco in cui stalagmiti e stalattiti (fra cui una lunga otto metri!) si riflettono nelle acque limpide del bacino sotterraneo. La galleria inferiore si può visitare grazie ad un battello elettrico che si spinge per circa 500 metri, mentre il camminamento attrezzato di quella superiore si inoltra per circa 750 metri. Un’esperienza davvero magica!

Biblo è considerata la città abitata più antica del mondo e, secondo lo scrittore fenicio Sanchuniathon, la prima città dei Fenici. Il nome è di origine greca (Byblos), in arabo viene chiamata Jubayl che deriva dal cananeo Gubal usato durante l’età del bronzo, che a sua volta è la combinazione di GB (fonte o origine) e EL, nome della suprema divinità dell’antico pantheon della città. In Fenicio Gbl. Oggi è una tipica città mediorientale (incantevoli il suq ed il porto medievale) visitata soprattutto per la sua area archeologica, alla quale si accede attraverso il castello franco – costruito nel XII secolo con blocchi di pietra di epoca romana – e che conserva i resti dell’antica città amorrita, il famoso “tempio degli obelischi” di epoca fenicia ed un anfiteatro romano.

Tripoli, fondata dai Fenici intorno all’800 a.C. è oggi la seconda città e principale porto del Libano. Comprende la zona portuale (al-Mina) e la città vera e propria dominata dall’imponente cittadella del XII secolo. Al largo della città vi sono le Isole delle Palme, dove si rifugiano le tartarughe verdi, dal 1992 riserva naturale tutelata dall’UNESCO.

Sidone, fondata nel IV millennio a.C., nella sua lunga storia ha visto succedersi Fenici, Greci, Romani, Arabi, Crociati e Mamelucchi. Dell’epoca ottomana rimangono la Grande Moschea ed il caravanserraglio, costruito nel XVII secolo per accogliere le carovane dei mercanti in transito. Interessanti anche il pittoresco suq, sede di numerose botteghe artigianali.

La città di Tiro, sorta intorno al 2700 a.C., era originariamente costituita da due insediamenti – uno sulla terraferma e l’altro su un’isola – che nel IV secolo furono congiunti da una strada rialzata. Nel settore insulare si possono ammirare i resti della città romana, con strade pavimentate a mosaico e delimitate da portici. Poco distanti si ammirano le vestigia della cattedrale costruita dai crociati e la vasta necropoli, con numerosi sarcofagi dei primi secoli dell’era cristiana. Una strada pavimentata passa sotto l’imponente arco di trionfo, che conduce all’ippodromo, capace di contenere 20.000 spettatori. Per il suo valore inestimabile, dal 1979 Tiro è inserita nella lista del Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO.

Baalbek, la “Città del Sole” dell’antichità è senza dubbio il più straordinario sito archeologico del Libano, nota in tutto il mondo per il suo complesso monumentale di templi romani. Di fondazione fenicia, venne poi conquistata dai macedoni che la chiamarono Heliopolis (sempre città del sole) per assimilazione tra il dio Sole e la divinità fenicia Baal. Poi divenne una colonia romana sotto Augusto, conservando il nuovo nome. Oggi si possono ammirare tre edifici principali: il tempio di Giove, il tempio di Bacco ed il cosiddetto tempio circolare di Venere. Un quarto monumento, il tempio di Mercurio è situato sulla collina dello Sheikh Abdallah. A luglio e ad agosto, i templi fanno da scenografico sfondo al Baalbek Festival, rassegna di musica, teatro e danza di respiro internazionale.

Famosa tanto per la sua romantica leggenda quanto per i suoi bellissimi paesaggi, la Valle di Adone, percorsa dal Nahr Ibrahim (fiume di Adone), forma un solco profondo e selvaggio nella catena costiera tra Jounieh e Byblos. L’area, gestita da Jabal Moussa – Riserva Naturale della Biosfera UNESCO, è disseminata di rovine antiche e offre spettacolari punti panoramici.

La più antica e famosa azienda vinicola libanese (Ksara) sorge sul sito di una fortezza medievale (ksar in arabo) della quale ormai non esistono più tracce. I vigneti, piantati all’inizio del XVIII secolo, sono ancora rigogliosi ed il terreno argilloso-calcareo unito ad un clima secco, rappresentano condizioni particolarmente favorevoli per la coltivazione della vite. Negli ultimi anni, sia i vini rossi sia quelli bianchi prodotti da questa azienda hanno vinto numerosi premi internazionali. Uno degli aspetti più originali è rappresentato dalle cantine sotterranee (2 Km di gallerie!), molto spaziose, dove il vino viene messo a maturare e invecchiare. La visita guidata di 45 minuti permette di vedere le cantine, le varie fasi di produzione del vino e termina con la degustazione dei prodotti.

SHARE