La Rotta dei Fenici – Sardegna

La Sardegna, posta in posizione centrale lungo le rotte mediterranee, ricopre un ruolo molto importante nella storia di quell’epoca. Le prime frequentazioni da parte dei Fenici hanno origini molto antiche e si collegano con la presenza delle popolazioni indigene nuragiche che vivevano sull’isola. I rapporti tra Nuragici, Fenici e successivamente Cartaginesi sono oggetto degli studi di storici, archeologi, scienziati di diverse discipline. Di certo oggi la Sardegna presenta testimonianze preziose su queste civiltà, la cui attualità è sorprendente.

 

Infatti abbiamo aree archeologiche di grande rilevanza, citiamo per esempio Nora (odierna Pula), Tharros (Cabras), Monte Sirai (Carbonia), Solky (Sant’Antioco), Karalis (Cagliari), Bithya (Domusdemaria), il Tempio di Antas (Fluminimaggiore), Capo Carbonara (Villasimius), Pani Loriga (Santadi), Monte Luna (Senorbì), Carbonia (Monte Sirai), Othoca (Santa Giusta), Neapolis (Guspini), Inosim (Carloforte), senza tralasciare Olbia ed Alghero, e tante altre località in cui le tracce fenicie si trovano ovunque. Ma abbiamo anche altre evidenze che ci raccontano della presenza dei Fenici e poi dei Cartaginesi in Sardegna, per esempio i paesaggi: paesaggi di mare, i porti, le darsene, le baie, le tonnare, i paesaggi umidi, come le Saline e gli Stagni, aree naturalistiche di gran pregio, paesaggi di terra come la Trexenda ammantata di spighe di grano ed il paesaggio geominerario.

In Sardegna tutto ci racconta dei Fenici. Anche le strade di oggi e la gastronomia hanno origini antiche. Quando si visitano i grandi giacimenti culturali nuragici, come Barumini, Palmavera o Sant’Imbenia, la connessione con la civiltà fenicia è facilmente intuibile. Sono davvero molti gli itinerari in Sardegna sulle orme dei Fenici, tra archeologia e natura, tra scoperta e passione per la cultura immateriale, lungo percorsi poco conosciuti, mai scontati e banali.

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