Itinerario di Idrisi

Un itinerario che racconta in maniera significativa la Sicilia come isola è quello legato alla figura del geografo arabo al-Idrisi, uno dei più grandi geografi della storia e curatore del Libro di Ruggero, racconto dettagliato della Sicilia in epoca arabo-normanna e riferimento per un viaggio odierno alla scoperta di luoghi di eccellenza. Un itinerario che si presta ad essere percorso via terra ma anche ad essere trasformato in una trama di itinerari in barca che seguono le coste della Sicilia. L’Itinerario di Idrisi si connette con il patrimonio arabo-normanno recentemente riconosciuto dall’UNESCO nella lista del Patrimonio dell’Umanità.

1) PALERMO
Capoluogo della Sicilia, Palermo sorge attorno ad una baia ai margini occidentali della Conca d’Oro e ai piedi del Monte Pellegrino. I monumenti più importanti risalgono al periodo normanno e costituiscono un insieme di eccezionale valore artistico per la peculiare fusione di elementi bizantini, arabi e latini. Dell’epoca di Ruggero II vi è il Palazzo Reale, al cui centro sorge la Cappella Palatina rivestita di lastre marmoree e di bellissimi mosaici bizantini. Ma l’atmosfera di questa capitale tra diverse culture , dove il Sud incontra il Nord, è viva nei luoghi dell’antica città , tra monumenti, stili di vita, mercati, paesaggi. Idrisi ne è innamorato e la considera una delle più belle città dell’epoca.

Palazzo Reale e Cappella Palatina
(http://www.federicosecondo.org)

Sito UNESCO Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale
(http://palermoarabonormanna.com)

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Chiostro Duomo di Monreale

2) MONREALE
Alto sulla Conca d’Oro, il Duomo di Monreale è l’apice dell’arte arabo-normanna. Fondato nel 1174 da Guglielmo II viene poi affiancato da un monastero benedettino. Racchiuso da due torri massicce l’edificio è famoso in tutto il mondo per i suoi interni sontuosi, con mosaici dorati che rappresentano episodi dell’Antico Testamento.

Duomo di Monreale
(http://palermoarabonormanna.com)

3) CEFALÙ
cefalu-03Costruita su un promontorio dominato da una rupe a strapiombo, a metà strada tra Palermo e Capo d’Orlando, la città conserva il suo aspetto antico, intorno alla cattedrale normanna voluta da Ruggero II. Di particolare fascino il borgo marinaro, con le antiche case affacciate sul mare, e la lunga spiaggia di sabbia fine, una delle più belle di tutta la costa settentrionale.

(http://palermoarabonormanna.com)

4) PATTI
In uno dei tratti dove il paesaggio della costa è più affascinante, appena oltrepassata la mole rocciosa di Capo Calavà, il borgo di Patti sorge a mezza costa affacciato sul mare. Feudo di Ruggero d’Altavilla, il paese conserva una Cattedrale settecentesca sorta sulle fondamenta di una chiesa di epoca normanna. All’interno si trova il sarcofago della regina Adelaide, moglie di Ruggero, morta a Patti nel 1118.

(www.cattedralepatti.it)

milazzo
Photo: Francesco Romagnolo

5) MILAZZO
I Normanni scelgono la colonia fondata dai Messinesi come fortilizio cardine della costa, tanto che Federico II di Svevia in persona ne pianificò la realizzazione. La visita può partire dall’antica Rocca e dal Castello di Federico II, circondato da mura. All’interno merita una sosta la Sala del Parlamento.

(www.milazzo.info)

6) ACI CASTELLO
ct_acicastelloIl nome di questo antico borgo di pescatori deriva dal Castello di origine normanna che sorge sulla cima di una roccia basaltica protesa sul mare. In alcuni locali è allestito il Museo Civico, con collezioni archeologiche e naturalistiche sulla zona dell’Etna. La rupe ospita anche un piccolo Orto botanico.

(www.comune.acicastello.ct.it)

7) NOTO
notoLa città, patrimonio UNESCO, si dilata attorno all’asse principale costituito dal moderno viale Marconi, che diviene corso Vittorio Emanuele in corrispondenza della monumentale Porta Reale o Ferdinandea. Il trionfo del Barocco nel centro è unico e una visita ai principali monumenti è fonte di continue sorprese. La città di cui ci parla Idrisi non si può più vedere, trattandosi della antica Noto, ma i paesaggi restano comunque unici.

(http://valdinoto.it)

8) MAZARA DEL VALLO
mazara-del-valloAffacciata sul mare, alla foce del fiume Mazaro, la città viene conquistata da Ruggero nel 1073. In piazza Mokarta vi sono le vestigia del castello arabo e alle sue spalle si erge la Cattedrale medievale. Il centro storico è rappresentato dalla Kasbah, una struttura urbanistica caratterizzata da un intersecarsi di stradine strette e tortuose per meglio difendersi dal sole, dal vento e dagli attacchi dei nemici, vicoli ciechi su cui si affacciano caratteristici cortili d’impronta araba. All’interno del Museo del Satiro è esposta la statua bronzea rappresentante un satiro danzante ripescata nel 1998 da un peschereccio. Mazara oggi è una città multietnica e mediterranea per eccellenza. Paesaggi di Idrisi nella Sicilia contemporanea.

(www.mazaraweb.com)

9) MARSALA
L’impianto urbanistico regolare rispetta il disegno della città romana, mentre la viabilità irregolare deriva dagli Arabi che la conquistano nell’830. Il centro è piazza della Repubblica, delimitata dal Palazzo Senatorio e dal Duomo, dedicato a San Tommaso di Canterbury.
Il suo nome deriva da Marsa Allah, il Porto di Allah. Il suo mercato coperto ci riporta a atmosfere perdute ed ad un Mediterraneo di commerci e di scambi che dai Fenici agli Arabi agli Inglesi del settecento hanno visto Marsala protagonista. Senza dimenticare il suo vino rinomato in tutto il mondo e le sue cantine dalle antiche tradizioni.

(www.marsalaturismo.com)

10) TRAPANI
incastonata tra uno splendido mare azzurro ed il monte Erice, sorge Trapani, la città dei due mari, così chiamata perchè adagiata su un promontorio bagnato da tutti e tre i lati dal mare. ‘Drepanon’, questo il suo antico nome, nacque inizialmente come villaggio sicano e poi come piccola città fortificata, in cui per secoli sono vissuti pescatori, commercianti, artigiani di popolazioni diverse. Con gli Arabi, che la chiamano Itràbinis, diventa una città importante e tra i suoi figli il famoso poeta arabo Abd ar-Rahman al-Itrabanishi, anche lui era alla corte di Ruggero II. Essenza del luogo è la sua connessione culturale con il Maghreb, non è un caso che qui il cous cous è un piatto tipico locale.

(www.turismotrapani.com)

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